Rinascita di un vigneto sull’Etna
Il vino è cultura del territorio
Il vino acquisisce ancor più valore se, per produrlo, si ridona vita ad un antico, prezioso vigneto, per anni abbandonato, prevalentemente impiantato a Nerello Mascalese. Sul versante sudorientale dell’Etna, ad una quota compresa tra i 650 e gli 850 metri s.l.m., in Contrada Monte Gorna, nella sella tra i conetti vulcanici Monte Gorna e Monte Cava, questo vigneto guarda il mare da una zona storicamente vocata per clima, esposizione e terreno alla coltivazione dei vitigni autoctoni etnei base dei vini a Denominazione di Origine Controllata Etna Rosso (Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio) ed Etna Bianco (Carricante e Catarratto).

La rinascita di un vigneto è un atto di amore verso la propria terra e di profondo rispetto per le sue tradizioni vitivinicole.
Con esso non solo si permette ad un’antica vigna di tornare al suo naturale aspetto lussureggiante e alla sua piena produttività, ma si alimentano anche nuove opportunità di sviluppo per tutte quelle attività e quelle famiglie che si sorreggono grazie alla coltivazione della vite e alla produzione di vino.
Per le popolazioni contadine locali l’Etna – “a muntagna” come qui viene affettuosamente chiamato il vulcano – con i suoi terreni scoscesi e ventosi ha rappresentato una sfida quotidiana per la coltivazione della vite che, in quest’area, finisce per assumere una connotazione quasi eroica.
I tipici muretti a secco in pietra basaltica e i terrazzamenti che si inerpicano su scivolosi declivi disegnando bellissime vigne, le “pirrere” (ammassi di pietre laviche frutto del dissodamento) e i tanti vecchi palmenti che costellano i fianchi del vulcano sono da considerarsi dei veri e propri monumenti all’atavica fatica dei viticoltori etnei.

La rinascita di un vigneto rappresenta, infine, una realizzazione concreta del principio di equità intergenerazionale: un bene-risorsa come il paesaggio va valorizzato e trasmesso intatto alle generazioni future, ancor più quando crea reddito grazie ad una produzione d’eccellenza.
Il risultato di questo atto d’amore per il paesaggio com’era una volta, che così viene restituito a chi, in questi luoghi, vive e lavora, è adesso a disposizione degli occhi e del cuore del viaggiatore.
Vigneto di Trecastagni
| CONTRADA MONTE GORNA (all'interno delle zone B e D del Parco dell'Etna) |
| Quota vigneto |
dai 650 agli 750 metri s.l.m. |
| Esposizione |
nord-sud |
| Microclima |
clima mediamente temperato, con una pluviometria media annua di 800 mm e una forte escursione termica fra il giorno e la notte |
| Terreno |
sciolto, di origine vulcanica, derivato dal disfacimento delle masse laviche, profondo e molto fertile |
| Resa per ettaro |
fino ad un massimo di 90 quintali |
| Sistema di allevamento |
controspalliera a cordone speronato |
| Densità di impianto |
5.500 piante per ettaro |
| Vitigni Etna Rosso DOC: Nerello Mascalese 80% - Nerello Cappuccio 20% |
| Periodo vendemmia |
seconda decade di ottobre |
| Prima annata di produzione |
2008 |
| Temperatura di fermentazione |
24-26°C |
| Periodo di imbottigliamento |
a partire da un anno dopo la vendemmia |
| Acidità totale |
6,5 g/l (+/- 0,50) |
| Vitigni Etna Bianco DOC: Carricante 60% - Catarratto 40% |
| Periodo vendemmia |
prima decade di ottobre |
| Prima annata di produzione |
2008 |
| Temperatura di fermentazione |
15-16°C |
| Periodo di imbottigliamento |
nella primavera successiva alla vendemmia |
| Acidità totale |
6,5 g/l (+/- 0,50) |