Sicilia sudorientale, il trionfo del Barocco

 
IL "VAL DI NOTO" e le sue bellezze architettoniche, patrimonio dell'umanita'

Il possente, mirabile barocco scaturito dalla ricostruzione seguita al terremoto del 1693 è il protagonista del territorio del Val di Noto, inserito dall’Unesco tra i patrimoni dell’umanità. Capofila ne è la città di Noto, il cui prezioso centro storico è un esempio dello sfarzoso barocco in Sicilia. Qui l’estro degli urbanisti del Settecento ha giocato con la materia tenera e nello stesso tempo compatta della pietra calcarea locale 'scolpendo' facciate, mascheroni, putti, corolle e talamoni, ed orlando i balconi con ringhiere in ferro battuto - "i balconi più belli del mondo" come sono stati definiti. In via Nicolaci, tra le strade più suggestive del centro storico, si svolge uno dei più spettacolari eventi in Sicilia, l’Infiorata. La strada, lunga 122 metri e larga circa 7 metri, diviene ogni anno uno spettacolare tappeto “dipinto” con petali di fiori e materiale esclusivamente vegetale. Il tappeto fiorito copre un’area di 700 metri quadri ed è composto da 16 diversi bozzetti. Quattrocentomila i fiori di solito impiegati: rose, garofani, gerbere, margherite, varie infiorescenze vegetali ma anche foglie di mirto, di finocchietto, di lentisco, farina di carrube, crusca e perfino tufo di caffé.

 

 

Nei dintorni di Noto si trovano i resti di antiche città come Eloro e Noto Antica e paesaggi incontaminati e sorprendenti come quelli che regala la Riserva Naturale di Vendicari, una meravigliosa oasi faunistica e botanica tra la macchia mediterranea e il mare. Aironi, cavalieri d’Italia, cicogne, pettirossi, corvi e tortore popolano gli stagnoni, circondati da palme nane, ginestre, oleandri, gelsi, macchie di finocchietto selvatico e di mirto. L’antica tonnara, attiva fino ai primi decenni del Novecento, oggi restaurata e aperta al pubblico, testimonia le origini remote della lavorazione del pesce nella zona: a poca distanza, infatti, nei pressi della Torre Sveva, è stato rinvenuto un impianto per la produzione del garum, la salsa che gli antichi Romani usavano per condire i cibi.

 
TRA ARTE, LETTERATURA E GUSTO

Questi luoghi, come i palazzi e le chiese di Palazzolo Acreide, di Ragusa Ibla, di Scicli, hanno fatto da magnifico scenario alla fiction dedicata al commissario Montalbano, tratta dai fortunati romanzi di Andrea Camilleri. Come pure l’elegante Modica, aristocratica cittadina famosa per la spettacolarità dei suoi monumenti e del suo impianto urbanistico, nota anche per la sua cioccolata che viene prodotta da una ricetta proveniente da mondi e tempi lontanissimi. Durante la loro dominazione in Sicilia gli Spagnoli introdussero la lavorazione del cioccolato così come l’avevano appresa dagli Aztechi. Questi macinavano i semi di cacao sul “metate”, una pietra ricurva poggiata su due basamenti; una volta ottenuta la pasta di cacao, aggiungevano spezie al composto che veniva poi sfregato sul metate fino al suo indurimento. Nasceva così il Xocoàtl, prodotto cui gli Aztechi conferivano grande importanza, poiché alimento energizzante ma anche indice di uno status economico elevato. I prodotti tipici d’eccellenza di questo munifico territorio non finiscono qui: il formaggio ragusano DOP, comunemente denominato "caciocavallo ragusano", è inserito tra i presidi Slowfood di Sicilia ed è assolutamente da assaggiare, così come i pomodorini di Pachino IGP, che si distinguono nettamente dai comuni pomodori ciliegini per il sapore, la consistenza della polpa e la lucentezza del frutto, fattori che ne hanno determinato il grande successo commerciale.