Il Cerasuolo di Vittoria

 
la STORIA DI UN VINO DaLLE NOBILI ORIGINI

Il Cerasuolo di Vittoria, certamente uno tra i più pregevoli vini rossi siciliani, vanta una delle più antiche DOC isolane e, con la vendemmia del 2005, la prima Denominazione di Origine Controllata e Garantita in Sicilia. Le tipologie previste dal Disciplinare sono il Cerasuolo di Vittoria DOCG e il Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG.

Il vino nasce nel 1606, anno di fondazione della città di Vittoria. La fondatrice, Vittoria Colonna Henriquez, figlia del vicerè di Sicilia Marcantonio Colonna e contessa di Modica, decide di concedere una salma di terra a canone ridotto ai primi settantacinque coloni che l’avessero coltivata a vigna, favorendo così un’enorme espansione delle superfici vitate. Successivamente gli Enriquez-Cabrera, conti di Modica, perseguono una politica di ulteriore valorizzazione del suolo e di incremento delle colture intensive pregiate come la vite: il settore vitivinicolo diviene trainante per l’economia del territorio, anche grazie al vicino porto di Scoglitti dove il vino viene imbarcato alla volta delle coste francesi.

A tutelare la qualità e la rispondenza al disciplinare si è costituito il Consorzio di Tutela vino Cerasuolo di Vittoria DOCG, mentre dal 2005 è attiva la Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria, un itinerario enoturistico con aspetti storici e culturali notevolissimi, liberty di Vittoria e il barocco di Ragusa. Per questo motivo la Strada del Vino Cerasuolo è anche denominata "dal Barocco al Liberty”.

 

Frappato

Vittoria: allevamento ad alberello

 

Nero d'Avola

 

I VITIGNI PREVISTI DAL DISCIPLINARE DEL CERASUOLO DI VITTORIA DOCG

Il Cerasuolo di Vittoria è un vino che deve il suo pregio al clima e alla caparbia volontà di appassionati viticultori, ma soprattutto alle qualità dei due vitigni che lo compongono:
il Nero d’Avola (per il quale il disciplinare della DOCG prevede una quota di uve non inferiore al 50%) e il Frappato (con una percentuale compresa tra il 30% ed il 50%).

 

Nero d'Avola

È il più famoso dei vitigni siciliani. È chiamato anche Calabrese o Calabrese d'Avola. Questo nome deriva forse dalla traduzione del termine “calaurisi”, risultante dall'unione delle parole calea (uva) e aulisi (vale a dire "di Avola", cittadina sulla costiera tra Siracusa e Noto). Alla fine dell'Ottocento i vini rossi da uve Nero d'Avola, provenienti, in particolare, da Pachino, erano molto richiesti dai commercianti stranieri, soprattutto francesi, che li usavano per dare corposità e colore ai loro vini.

 

Frappato

È un vitigno molto antico, probabilmente risalente al XVII secolo. Secondo quanto riportato nell’Ampelografia Italiana del 1890 del Ministero dell’Agricoltura, potrebbe essere un vitigno autoctono di Vittoria, oppure introdotto dalla Spagna. Ne esistono due varietà molto simili con grappoli piuttosto allungati e con acini molto ravvicinati, di colore rosso intenso tendente al violetto.