Glossario dell'antica vendemmia siculo-etnea
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acquatina: vino frizzantino di bassa qualità ricavato dalla fermentazione delle acque di lavaggio delle bucce già torchiate
bùmmulu: anfora di terracotta usata dai contadini per contenere l’acqua potabile
cannàta: boccale in terracotta
cannistra: canestro a base larga che veniva portato sulla testa dalle vendemmiatrici; pesava dai 15 ai18 kg
cocciu: chicco, acino
conzu: indica il torchio e anche la complessa operazione della torchiatura
chiùrma: gruppo di vendemmiatori in numero adeguato all’estensione del vigneto
cufìno: cesta alta fatta con canne intrecciate; serve ai vendemmiatori per trasportare l’uva
custèri: terrazzamenti tipici delle vigne etnee, trattenuti da muretti a crudo
cuvegni: ceste di canna e salice intrecciati usate per trasportare l’uva; pesavano dai 30 ai 50 kg e venivano usati dagli uomini
munzeddi: dal latino monticellus (piccolo monte) o dal francese antico moncel (mucchio), si dice di cose, appunto, ammonticchiate. Nelle vigne etnee sono cumuli di terra addossati alla vite che le permettono una maggiore azotazione del terreno e alla pianta una maggiore vicinanza alla terra nei periodi più freddi
matuffiari: operazione di rimescolamento delle bucce dentro le tine (le vasche) durante la fermentazione
mericanu: vite selvatica o “americana” utilizzata come portainnesto in funzione anti-fillossera
nzitari: coltello per innesti (nziti) usato anche per recidere i grappoli
panaru: cesta di canne e agliastro
pistaturi: coloro che pestano; persone addette a pigiare l’uva
quartàra: grande anfora di terracotta o zingo usata anche come unità di misura (8,600 litri)
pista e ammùtta: cioè calpesta e spingi; è una specie di vino Novello, fatto fermentare senza le bucce
racina: uva
rasula: viottolo
ripìddu: tipo di terreno lavico caratteristico delle vigne etnee, formato in gran parte da pomice di piccolissime dimensioni
sabbi: pausa per frugale colazione (avveniva verso le 9 del mattino) gli ingredienti potevano essere acciughe, peperoni, formaggio o stoccafisso accompagnati a pane e vino
sarma: unità di misura per grano e legumi e per la superficie dei terreni; una sarma è composta di 16 tummina
sceccu: asino oppure sorta di ruota di salice intrecciato su cui i pistaturi disposti a cerchio salivano contemporaneamente per torchiare le vinacce
suffaròli: pezzetti di zolfo fatti bruciare dentro le botti per eliminare i parassiti
torcifèzza: vino di seconda qualità con proprietà curative per i reni, ricavato dalla spremitura dei residui del vino
tummina o tumminu: Contenitore in legno di forma cilindrica che serviva per misurare il grano e i legumi. Unità di misura di superficie dei terreni: un tumminu è formato da quattro “munnèddra”
vinnìgna: vendemmia